people

Primo regalo del mio compleanno ricevuto!
Ero in una sala di attesa, una qualunque, e per ben 45 min il signore di fronte a me ha parlato, parlato, parlato e parlato e ancora parlato del più e del meno al povero cristo alla sua sinistra.
Ecco dopo 45 minuti, in cui non gli si è seccata nemmeno la bocca, il signore alla sua destra lo ha sedato con un fragoroso rutto!
Giuro, un fragoroso rutto a bocca spalancata!
Che momenti! Gli avrei dato la mano.

Ipocrisia nello specchio

Ne ho abbastanza tanto che fatico a tacere. A volte  ci riesco, altre cerco il mio modo più carino per rispondere.

Quando ascolto persone che sputano sentenze, quando sento che si erigono paladini di tutti i buoni sentimenti di questo mondo, quando le buone azioni le fanno solo loro, quando il cuore, ma quello vero eh, ce l’hanno solo loro, io rischio di esplodere.

Invece implodo, ma conoscendomi i miei occhi ti dicono tutto quello che ho dentro.

Mi viene l’orticaria, mi sale dallo stomaco. Ma possibile che non si vedano? mai? mai mai mai? Possibile che gli strascichi dell’adolescenza si manifestino anche da grandi sotto questa luce? Ma invece che perdere tempo a ribadire quanto siano di qua e di la, ma potrebbero iniziare a pensare? Possibile che non vedano nemmeno un briciolo delle loro azioni? così accecati dallo sputare sentenze che si coprono.

Il dramma è che non sono mossi da egocentrismo, ma da ignoranza allo stato brado. Il social network diventa il loro cervello. Il binario dritto l’unica strada percorribile. Difficile il confronto.

Il problema è che è così facile non rendersene conto, la mia paura più grande è che capiti anche a me. E’ l’ipocrisia nello specchio. Male terribile.

Il nostro Amore

Sono

rinchiusa fra le tua braccia, le mie ti accolgono e ti proteggono… Abbiamo ancora addosso l’odore del nostro amore…i nostri corpi sono caldi e uniti, ora indivisibili. Se chiudo gli occhi so di te e so che se dovesse esserci un per sempre sarebbe così…stretti nel nostro calore…

Per sempre… …oggi non ci basterebbe una vita per spegnere il nostro amore…e quando verrà il giorno che uno dei due non ci sarà più…saprò dove ritrovarci… Io sarò per te la prima farfalla della primavera, mi troverai nei fiorellini ancora timidi che stanno per sbocciare…sarò per te il profumo di fieno dell’estate, sarò la rugiada della notte…mi troverai nei colori caldi delle foglie in autunno, sarò un sussurro nel vento tiepido che muove l’erba. Verrò a trovarti…sarò il pettirosso dell’inverno che cerca riparo sotto la tua finestra… Sarò il cielo freddo e stellato che porta la bruma del mattino.

E così sarai tu per me.

Così si chiama il nostro amore e il nostro noi.

Ecco l’amore

Ecco l’amore.

E’ qui in un abbraccio.

E’ l unico amore a cui non devi chiedere nulla, a cui ti puoi affidare per sempre e sai che sarà sempre li.

In quell’abbraccio dove il tempo si ferma piangi, piangi e non sai nemmeno tu perché ma sai che sei felice.

Allora ti metti a ringraziare il mondo e oltre il cielo per averti dato questa fortuna e sai che non si ripeterà mai più.

Questo amore è unico e sa solo di voi due.

Piangi e sorridi, lo guardi e pensi che la vita si potrebbe fermare. Il suo profumo fra i capelli, il rumore delle sue labbra che si schiudono e mangiano l’aria.

In quegli istanti senti il suo respiro che si fa più pesante e sai che si è addormentato.

Senti il dolore ma lo sopporti perché questo momento, questo giorno non tornerà più indietro.

La tua testa si svuota e si connette alla sua.

Solo pensieri positivi.

Senti l’amore che ti esce dal petto che ti spacca la pelle e va da lui.

Poi respiri, lo metti giù e lo guardi dormire.

B sei la mia vita.

era veramente così?

Sono

sul divano, mio nuovo e caro amico per la mia schiena martoriata dai kg in aumento di B.

Con una mano scrivo e con l’altra lo faccio giocare. Siamo io e lui. Siamo spesso io e lui, siamo tutti i giorni io e lui e avrei bisogno di una pausa. Una pausa in cui spengo la mente, mi rilasso e cerco di fare 1/1000000 delle cose che ho nella lista dei sospesi: la tinta ai capelli, la ceretta, le unghie, rimettere mano al mio cv, guardare offerte di lavoro, fare un po’ di pasta fresca, andare a fare la spesa, sistemare il garage…oddio il gatto, si spazzolarlo…bla bla bla…

palle! tu cara mia vorresti solo dormire e risvegliarti come in Beautiful o come nelle foto di Chiara Ferragni: figa, riposata, sorridente, con tutto a posto e con un abito da 3.000 euro addosso. Tiè.

Ecco, come punizione divina B si sta mettendo a piangere e nel frattempo ti senti una merda anche solo perchè ci stai pensando.

Ma era davvero così? Voglio dire, amo mio figlio e sono felice di potermene occupare ogni giorno, ma quando sei incinta non te la immagini così. Sei nel mondo delle attese meravigliose, di tutta la gente che si preoccupa per te e ti coccola. Tutti che non vedono l’ora di toccarti la pancia manco fossi la statuina della Madonna in chiesa.

Quindi, in automatico la tua testa trasforma così anche la tua futura vita con tuo figlio. Te la immagini con tutte le persone attorno che si preoccupano per te, piena di fiocchi e palloncini colorati. Tu che riprendi la tua vita di prima perchè tanto hai tutti gli aiuti. Mmmmhh… Adesso anche solo se mi tocco io la pancia non e’ di sicuro per sentire cosa c’è dentro ma per ricordarmi tutta la ciccia di troppo che mi ritrovo!

Bene, le alternative alla Nutella sono poche ma le devo vagliare.

Mi rendo conto di quanto siamo sempre soli, di quanto le nostre gambe siano le nostre migliori amiche. Siamo soli. Tutti. Te la devi organizzare e spicciare da sola. Anche nei momenti in cui vorresti urlare e mandare a cagare tutti. A che serve? Tanto torni li.

Conviene sempre stringere i denti, pensare che in media sono comunque fortunata e che me la devo cavare da sola. Non devo e non posso sempre avere la spalla di qualcuno. Percui, quello che risco a fare bene, quello che non riesco amen. Sono stata con il mio piccolo e ho dedicato a lui il meglio del mio tempo.

Visto che nel frattempo l’ho sistemato nella palestrina vado a rotolarmi anche io con lui facendo finta di fare degli addominali.

Bye

 

 

Iniziamo da me

Luglio,

è mattino. Fuori fa caldo, la tazza del caffè è semivuota.

Il mio piccolo dorme e io decido di aprire il mio blog.

Chi sono?

Una persona come tante altre, una mamma disoccupata, una donna con mille idee e paranoie in testa. Sono felice, ma cerco sempre qualcosa di nuovo. Lo cerco nel passato e lo cerco per il mio futuro.

Non ho ancora ben capito come spegnere la mia mente quindi la lascio vagare liberamente e decido che ho voglia di trasfomare in scrittura ciò che ho in testa.

Sento il bisogno di farlo e di lasciare pezzi di me a qualcuno che ha voglia di leggermi. SHOT OF LIFE sono frammenti di me, di ciò che mi accade, di ciò che penso.

Tutti i rifermenti a persone non sono casuali, pertanto non metterò nomi reali (ci provo).

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